Come gestire le 6 principali cause di diarrea nei suinetti

Nei suinetti svezzati la diarrea è una malattia molto comune, che però spesso provoca alti tassi di mortalità e gravi perdite economiche. La morbilità dovuta a casi lievi o cronici causa perdita di peso e rischi intestinali permanenti.  Una vecchia regola empirica è che nel maialino un giorno di diarrea rallenta la crescita di cinque giorni.

Alcune infezioni primarie degli intestini causano la diarrea, ma la malattia può anche derivare da infezioni virali sistemiche, come la sindrome respiratoria e riproduttiva dei suini (PRRS), la pseudorabbia o la peste suina classica.

Anche le condizioni che interessano la scrofa o la sua capacità di produrre latte possono provocare diarrea nei maialini. Una eccessiva produzione di latte è raramente una causa per la diarrea nei suinetti, ma spesso lo è il mancato allattamento, che potrebbe dipendere da una costipazione della scrofa, un abbattimento sub-ottimale e un’anemia infettiva derivante da haemoplasma.

La coccidiosi è una lieve diarrea che colpisce i suinetti oltre i 5 giorni, non presenta sangue e può essere di qualsiasi colore: bianca, gialla, verde o marrone. La diagnosi avviene attraverso istopatologia, striscio della mucosa o osservando gli oocisti fecali. La coccidiosi può essere prevenuta con toltrazuril; la disinfezione con ipoclorito con 1-2% di sodio (NaOCl) distrugge gli oocisti. Raramente la coccidiosi uccide i suinetti, ma ne danneggia l’intestino tenue.

Il Clostridium perfringens di tipo C comporta un grave enterite acuta, e il maialino appena nato presenta feci nere o con sangue e elevata mortalità rapida. Ne esistono anche forme croniche.
Il C. perfringens di tipo A è però più comune, e si verifica a qualsiasi età, causando una lieve diarrea simile alla coccidiosi. I suinetti con diarrea da clostridi sono sottoposti a una crescita non uniforme. La diagnosi viene fatta attraverso necroscopia, strisciate intestinali, istopatologia, cultura e sperimentazione. La somministrazione alla scrofa di alcuni vaccini commerciali o autogeni svolge un’azione preventiva. L’amoxicillina è un trattamento destinato invece al suinetto. L’aggiunta nella dieta da lattazione di Bacitracina e disinfettanti riduce l’esposizione dei suinetti. Anche la carenza di vitamina E/Se può scatenare la diarrea. Il Clostridium difficile si presenta come una grave colite, in particolare quando vi è stato un forte uso di antibiotici. Sono attualmente in fase di sviluppo alcuni vaccini contro il C. Difficile.

L’Escherichia coli è ancora la causa prevalente di diarrea nei suinetti di qualsiasi età, questo nonostante la disponibilità di vaccini efficaci. Gli antibiotici possono essere appropriati per il controllo delle emergenza, ma l’E. coli sviluppa rapidamente resistenza agli antibiotici di routine. Alcuni E. coli resistenti sono in grado di penetrare l’intestino e raggiungere il cervello e gli organi dei maiali diarroici. Il controllo della colibacillosi avviene attraverso la vaccinazione delle scrofe.

In genere, nei suini tra i 10 e i 14 giorni di età, e oltre, il Rotavirus produce una lieve diarrea, e l’ottundimento dei villi. Preoccupante è invece la riduzione dell’immunità. Il Rotavirus è diagnosticato attraverso istopatologia, ma esistono kit e metodi di PCR. Esistono già dei vaccini, ma la malattia è generalmente controllata dalla valutazione delle feci provenienti da suini diarroici, e mantenendo i suinetti in un posto caldo e asciutto.

La gastroenterite trasmissibile (TGE) e la diarrea epidemica suina (PED) sono malattie causate da alfa-coronavirus simili non correlati, che distruggono le cellule di assorbimento dei villi intestinali. I suini ne sono suscettibili a tutte le età, e la mortalità può essere molto elevata tra i suinetti. Alcune forme croniche possono causare perdite di suinetti, laddove l’immunità della scrofa è bassa e i livelli sanitari inferiori al normale.  Il virus della PED è stato riportato nel Regno Unito nel 1977, in Canada (1980) e poi in tutta Europa e in Asia. Alcune forme di virus PED altamente virulente sono emerse nel 2010.  Il virus della PED è mutato rapidamente e da un punto di vista immunologico ne esistono diverse varianti.

La TGE produce tassi mortalità più elevati della PED, ma è raramente diagnosticata. Il freddo clima invernale favorisce la diffusione di entrambi i virus, che però possono comparire tutto l’anno. La diagnosi viene fatta attraverso necroscopia, istopatologia, PCR e kit. Di solito la somministrazione orale o intraperitoneale di elettroliti supporta il maiale, e gli antibiotici possono essere utili per le infezioni batteriche secondarie, ma i trattamenti contro il virus della PED e della TGE non sono soddisfacenti.
Nelle scrofe l’immunità in grado di proteggere i suinetti viene spesso indotta per via orale due o tre settimane dopo l’esposizione ai virus PED e TGE, e il feedback proveniente dal materiale intestinale e dalle feci dei suini, nella fase iniziale della malattia, è comunemente utilizzato per il controllo.

Il virus della PED può essere trasmesso dal latte della scrofa, e il feedback sul totale delle scrofe si traduce spesso in un incremento della mortalità dei suinetti. D’altra parte, il fallimento dell’induzione dell’immunità spesso si traduce in perdite derivanti dalle forme croniche.

Nei suinetti il controllo generale della diarrea comprende una buona igiene e una gestione all-in/all-out. I vaccini per controllare l’E. coli. riducono l’uso di antibiotici di routine. Le pratiche igienico-sanitarie dovrebbero includere l’uso di un detergente alcalino per rimuovere i biofilm prodotti da una forte, efficace e specifica azione disinfettante. E’ inoltre consigliabile mantenere i suinetti in un luogo caldo, asciutto e privo di correnti d’aria. Le pratiche di biosicurezza includono la disinfezione dei camion, l’isolamento degli animali in arrivo, e i cambi di abbigliamento e calzature degli operatori.

Una diagnosi tempestiva è molto importante per prevenire e controllare le malattie suine, ed rappresenta il primo passo per attuare le misure più opportune.

Fonte WattAgNet