Come combattere le idee sbagliate sui sistemi di produzione animale

I produttori e i responsabili politici devono fare di più quando affrontano la sfiducia e le idee sbagliate che l’opinione pubblica ha in merito ai sistemi di produzione e agli interventi messi in atto per combattere le malattie tipiche della produzione animale.

E’ il concetto chiave di una ricerca condotta in cinque paesi europei, che mostra quanto il pubblico creda che i moderni metodi di produzione animale possano violare due dei loro concetti fondamentali del benessere degli animali: un trattamento umano e comportamenti naturali.

La ricerca, condotta in Finlandia, Germania, Polonia, Spagna e Regno Unito come parte del progetto paneuropeo ProHealth, ha rivelato anche le preoccupazioni che i consumatori hanno sull’uso degli antibiotici nella produzione avicola e suinicola, oltre al fatto che desiderano conoscere meglio il modo in cui il cibo che mangiano è stato prodotto.

L’autrice principale Beth Clark, dell’Università di Newcastle, ha dichiarato che i produttori devono considerare maggiormente alcuni fattori:

  • collaborare con organismi indipendenti e Ong come le organizzazioni per la protezione degli animali e gli enti di garanzia per migliorare gli standard produttivi;
  • rispondere alla preferenza dei consumatori per interventi più “proattivi” nell’affrontare le malattie della produzione, migliorando accasamenti e pratiche igieniche
  • fornire informazioni a livello industriale su quando e perché vengono utilizzati gli antibiotici o su altri tipi di intervento, al fine di rispondere alle preoccupazioni dell’opinione pubblica in merito alla salute umana;
  • fornire informazioni trasparenti utilizzando i siti Web aziendali per trasmettere indicazioni a chi desidera cercarle proattivamente, ed essere aperti a impegnarsi in comunicazioni con i consumatori;
  • collaborare con i media per evidenziare le buone pratiche, inclusi esempi di misure proattive di gestione utilizzate per prevenire le malattie di produzione;
  • promuovere un coordinamento e una cooperazione migliori per garantire che tutte le parti della filiera lavorino insieme per sostenersi a vicenda e trasmettere al pubblico messaggi coerenti e accurati.

Altre aree da considerare includono:

  • garantire che la legislazione sul benessere degli animali in vigore affronti le preoccupazioni dei consumatori che non acquistano prodotti animali per motivi etici, come vegetariani e vegani;
  • sviluppare legami più formalizzati tra legislazione e percezione pubblica avviando un maggior numero di consultazioni e sondaggi, con regolari processi di revisione. Date le mutevoli percezioni e preferenze dei consumatori è importante che applicati standard minimi adeguati:
  • definire orientamenti più chiari sull’etichettatura per informare i consumatori e aiutarli nei loro processi decisionali.

Clark ha affermato che una migliore comprensione del modo in cui i consumatori approcciano i sistemi alimentari e le comunicazioni contribuirebbe a migliorare la fiducia in tutta la catena alimentare.

Fonte Poultry World