Clima e prevalenza di Campylobacter: esiste un collegamento?

Un recente studio ha esaminato il legame tra la prevalenza di Campylobacter negli allevamenti di broiler della Thailandia e alcuni fattori climatici, come la pioggia e la temperatura ambientale.

In tutto il mondo la campilobatteriosi è considerata la principale malattia gastrointestinale batterica negli esseri umani. Il consumo e la scorretta manipolazione di alimenti contaminati, in particolare i prodotti a base di pollame e pollame, sono considerati la principale fonte di infezione.

Sebbene da tempo si dica che il pollame positivo al Campylobacter mostra raramente i sintomi della malattia, crescono le prove raccolte su campo e in laboratorio secondo le quali i batteri influenzano negativamente la salute degli intestini degli animali e quindi il loro benessere.

E’ raro che i broiler commerciali vengano colonizzati dal Campylobacter prima delle 2 settimane di età, ma una volta infettati il Campylobacter prolifera rapidamente e si diffonde a tutti gli animali presenti.

Negli allevamenti broiler sono stati segnalati diversi livelli di colonizzazione da Campylobacter, in particolare nelle zone temperate (Europa 20-100% di positività, USA 29,5 – 87,5%). Nelle regioni tropicali l’alta prevalenza è riportata in Brasile (81,8%) e Malesia (83,3%), con una scarsa prevalenza in Vietnam (31,9%). Rispetto alle zone temperate, le informazioni basilari sul Campylobacter nelle regioni tropicali sono limitate.

Nello studio suddetto è stata determinata la prevalenza di Campylobacter negli allevamenti di broiler della Thailandia, associandola a fattori climatici come le precipitazioni, la temperatura ambientale e l’umidità relativa.

Nel complesso sono stati analizzati 442 gruppi di broiler commerciali, provenienti da 68 allevamenti presenti in aree con un’alta densità di aziende avicole. Le positività al Campylobacter sono state pari al 57%. L’aumento della piovosità e dell’umidità relativa sono stati associati all’aumento della colonizzazione del Campylobacter, mentre non è stata rilevata alcuna relazione tra la colonizzazione e la temperatura ambientale.

Fonte Poultry World