Chiarimenti del Ministero dell’ambiente sula qualifica dei sottoprodotti

Lo scorso 2 marzo è entrato in vigore il Regolamento del Ministero dell’Ambiente (Decreto n. 264 del 13 ottobre 2016) recante “Criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti”.

A seguito dei numerosi quesiti pervenuti in merito ai diversi profili interpretativi ed operativi del Regolamento, il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato nei giorni scorsi una Circolare con la quale fornisce diversi chiarimenti, in modo da permettere una uniforme applicazione ed una univoca lettura del provvedimento.

La Circolare comprende anche un Allegato tecnico-giuridico, che deve essere considerato sua parte integrante. Ai contenuti dell’Allegato, infatti, viene fatto riferimento per l’approfondimento dei temi affrontati.

Nella Circolare viene ribadito che il Decreto è stato pensato dall’Amministrazione, in attuazione dell’art. 184-bis, comma 2, come strumento a disposizione di tutti i soggetti interessati (operatori, altre Amministrazioni, organi di controllo, etc.) per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa vigente per la qualifica di un residuo di produzione come sottoprodotto anziché come rifiuto. La sua finalità non è, dunque, quella di irrigidire la normativa sostanziale del settore, quanto, piuttosto, quella di consentire una più sicura applicazione di quella vigente.

Quanto ai requisiti ed alle condizioni che è necessario soddisfare per escludere un residuo di produzione dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti e trattarlo come sottoprodotto, la Circolare sottolinea nuovamente che i medesimi devono essere valutati ed accertati alla luce del complesso delle circostanze e devono essere soddisfatti in tutte le fasi della gestione dei residui, dalla produzione all’impiego nello stesso processo, o in uno successivo. Resta inteso peraltro, e ribadito, che la qualifica di sottoprodotto non potrà mai essere acquisita in un tempo successivo alla generazione del residuo, non potendo un materiale inizialmente qualificato come rifiuto poi divenire sottoprodotto. Il possesso dei requisiti deve sussistere, dunque, sin dal momento in cui il residuo viene generato.

Fonte Ministero dell’ambiente