Chi vuole carne antibiotic-free dovrebbe diffidare della carne prodotta in laboratorio

I consumatori sono sempre più attenti alla loro sicurezza alimentare. Uno degli argomenti che desta maggiore interesse è spesso la presenza di antibiotici nella carne o nel pollame che mangiano.  Una preoccupazione infondata visto che, come più volte detto anche su queste pagine, la carne che arriva al consumatore è priva di antibiotici. Tuttavia sono sempre di più i prodotti che si presentano come alternativi alla carne, tra questi le carni prodotte in laboratorio, spesso denominate clean-meat o sviluppate da cellule di origine animale.

Secondo il dottor Frank Mitloehner, professore e specialista della qualità dell’aria al Dipartimento di scienze animali dell’Università della California-Davis (UC-Davis) chi ha la percezione che nel settore zootecnico sono utilizzati troppi antibiotici allora dovrebbe essere altrettanto scettico nei confronti della carne coltivata in laboratorio.

In occasione del suo intervento dal titolo “Getting it right: Livestock’s Environmental Story” che si è tenuto lo scorso 12 settembre al Liquid Feed Symposium di San Diego, in California, a Mitloehner è stato chiesto quale fosse la sua posizione nei confronti delle carni allevate in laboratorio e se il settore zootecnico tradizionale dovrebbe preoccuparsi di questo tipo di alternativa. Mitloehner, da sempre interessato al sistema di produzione della carne in laboratorio, ha detto di aver parlato con un biologo specializzato nell’utilizzo di cellule staminali che lavora nel suo stesso Dipartimento dell’UC-Davis, il quale ha confermato che quando si lavora con le cellule, è necessario un ambiente estremamente sterile. Mitloehner gli ha chiesto se per creare quell’ambiente sterile vengono utilizzati antibiotici e la risposta è stata che “galleggiano in un lago di antibiotici. Durante l’intero periodo di crescita ogni cellula è completamente circondata da antibiotici“.

Per questo motivo Mitloehner ritiene che il consumatore preoccupato del livello di antibiotici presente nella carne proveniente da animali da reddito non potrà aver fiducia della carne prodotta in laboratorio o attraverso sistema cellulare e quindi non crede “che le alternative di carne basate sul laboratorio saranno una minaccia” per il settore zootecnico in generale.

Fonte WattAgNet