Cherkizovo vende in borsa oltre 300 milioni di dollari in azioni

Cherkizovo Group, un importante produttore russo di pollame, mangimi per animali e suini, sta vendendo oltre 300 milioni di dollari di azioni societarie alla Borsa di Mosca. Secondo quanto riportato dalla Reuter, la società intende utilizzare i proventi della vendita delle azioni per diversi scopi societari, tra cui il rimborso del debito e potenziali acquisizioni.

Avendo sostanzialmente completato il nostro ultimo ciclo di investimenti, riteniamo di essere ben posizionati per capitalizzare i nostri investimenti e fornire, nei prossimi anni, forti risultati finanziari e flussi di cassa” ha dichiarato l’amministratore delegato di Cherkizovo, Sergei Mikhailov.

Lo scorso febbraio il Gruppo aveva annunciato di aver realizzato nell’anno fiscale 2017 un utile netto di 5,8 miliardi di rubli (100 milioni di dollani), triplicando l’utile netto di 1,9 miliardi (US $ 34 milioni) dell’anno fiscale 2016. La divisione avicola e quella suinicola hanno visto aumentare i profitti netti, mentre la divisione di trasformazione della carne ha registrato un calo. La società ha inoltre registrato aumenti in termini di volume in ciascuno dei suoi segmenti di attività, riportando maggiori guadagni nel settore della coltivazione del grano.

Secondo il database WATTAgNet Top Poultry Companies, Cherkizovo Group è il secondo più grande produttore di carne di pollo della Russia, seguito solo da Priskolye. Ha una quota di mercato del 10% e gestisce otto impianti di produzione avicola con una capacità totale di 580.000 tonnellate in peso vivo. È anche coinvolto nella produzione di tacchini attraverso lo stabilimento di Tambov in Turchia, grazie ad una joint venture con l’azienda spagnola Grupo Fuertes.

Sulla base dei dati forniti dall’associazione nazionale produttori di carne suina, Cherkizovo ha annunciato che nel 2017 era tra i primi tre produttori di carne suina della Russia. Nel 2016 il ministro russo per lo sviluppo economico Alexey Ulyukaev, ha definito Cherkizovo “il campione della spinta dell’industria russa per l’esportazione di carne”.

Fonte WattAgNet