Cherkizovo autorizzata ad esportare carni di pollame nella Ue

Al più grande produttore integrato di carne e mangime della Russia, Cherkizovo Group, è stata concessa l’autorizzazione ad esportare carne di pollame nell’Unione europea.

L’azienda è stata dichiarata conforme ai rigorosi requisiti veterinari e sanitari richiesti dall’UE e per questo motivo è stato emesso un Certificato di esportazione a favore dell’impianto di produzione di Vasilyevskaya. Questa certificazione è riconosciuta anche in altri paesi, come la Serbia, la Macedonia, la Georgia e il Sud Africa.

Ricevere il Certificato di conformità per l’esportazione da parte della UE è il risultato del nostro continuo investimento sulla qualità dei nostri prodotti e sulla biosicurezza dei nostri allevamenti: è un passo significativo nel nostro cammino verso nuovi mercati” ha commentato Andrei Terekhin, capo del Settore Commercio con l’estero di Cherkizovo Group. “Il mercato europeo è una delle nostre priorità, e siamo già in trattative con potenziali partner per l’invio di lotti pilota dei nostri prodotti avicoli. Con questa certificazione, Cherkizovo Group è ora ben posizionata per cogliere le opportunità di crescita offerte dal vasto mercato europeo. L’eccezionale qualità e la sicurezza biologica dei nostri prodotti sono un segno distintivo nel nostro mercato interno, e ora il nostro obiettivo è posizionarli anche in Europa“.

La notizia che i prodotti Cherkizovo saranno esportati verso l’UE è stata data dopo che la società ha pubblicato i risultati finanziari trimestrali. Per i primi nove mesi di quest’anno, i volumi di vendita delle divisioni pollame, carne di maiale e lavorazione del Gruppo sono aumentate rispettivamente del 9%, del 7% e del 15%.
Per il pollame, il peso vendibile ha raggiunto le 372.070 tonnellate, grazie ad una maggiore produttività, una migliore efficienza e al volume aggiuntivo proveniente dal sito di produzione di Mosselprom. Nel terzo trimestre la produzione era  scesa del 4%, a causa della sospensione della produzione halal dello stabilimento di Lipetsk Chicken Kingdom. Un eccesso di offerta e un ridotto potere d’acquisto dei consumatori sono invece le cause del prezzo medio di vendita che è scivolato del 3% rispetto al livello dello scorso anno arrivando a 92,26 rubli al chilo. Vale a dire 1,46 dollari/kg.

Il basso potere di acquisto dei consumatori russi è anche la causa di una riduzione del 16% prezzo medio di vendita medio del Cherkizovo Pork. Un anno fa, la media era di 103,52 rubti (1,63 dollari) al chilo; attualmente il prezzo medio è di 86,59 rubli (1,37 dollari). Confrontando gli ultimi due trimestri, tuttavia, il prezzo è aumentato del 10%, a causa di un focolaio di peste suina africana e al calo delle importazioni. La produzione di carne di maiale ha finora raggiunto le 131.581 tonnellate metriche, rispetto alle 123.525 dello stesso periodo del 2015.

Il miglior tasso di crescita è stato registrato nel settore della lavorazione della carne che, nel corso dei primi nove mesi del 2016, ha raggiunto una produzione di 158.647 tonnellate metriche. Ciò a fronte delle 135.247 tonnellate di un anno fa: il risultato è legato alla messa in funzione del nuovo impianto di trasformazione di Dankov avviato verso la fine del 2015.

A causa della stagionalità, i risultati della divisione Grano della società non sono stati inclusi.

Lo scorso ottobre, per la prima volta, Cherkizovo ha partecipato al SIAL di Parigi 2016, all’interno della delegazione organizzata dal Ministero dell’Agricoltura russo. L’evento è la più grande mostra del mondo dedicata all’innovazione alimentare.

Fonte WattAgNet