Bucce di patate e polpa di barbabietola da zucchero nelle diete dei broiler

Alcuni studiosi hanno condotto uno studio per analizzare gli effetti dell’inclusione delle bucce di patata (PP) e della polpa della barbabietola da zucchero (SBP), nelle diete destinate ai broiler, prevedendo o meno l’aggiunta di enzimi. La miscela è stata somministrata tra 1 giorno e i 42 giorni di età, e sono state osservate le performance di crescita, i parametri ematici e le caratteristiche della carcassa.

Un totale di 150 pulcini di un giorno, sono stati assegnati casualmente a 5 gruppi differenti, per un totale di 30 pulcini a gruppo. I pulcini del Gruppo 1 sono stati alimentati con una dieta di controllo. Quelli dei Gruppi 2 e 3 sono stati alimentati con diete contenenti rispettivamente PP e SBO in una percentuale del 15% e del 7,5%. I Gruppi 4 e 5 sono stati alimentati con le stesse diete precedenti cui è stata aggiunta una mistura di enzimi.

Utilizzando gli stessi ingredienti non convenzionali è stata scoperta una diminuzione del peso corporeo (BW). Tuttavia, la conversione e l’assunzione degli alimenti e l’aumento di peso non subivano variazioni nel periodi di crescita, ma tendevano a diminuire con la dieta SBP durante tutto l’esperimento.

L’aggiunta degli enzimi ha migliorato il peso corporeo sia con PP che con SBP rispetto alla dieta di controllo così come ha aumentato l’assunzione e la conversione degli alimenti. Il colesterolo totale e il livello delle lipoproteine a bassa densità sono diminuiti in tutti i gruppi testati. La resa della carcassa non è stata influenzata dai trattamenti, ma il contenuto dei suoi grassi è stato ridotto con l’assunzione degli alimenti non convenzionali, sia in presenza che in assenza di enzimi.

In conclusione, le bucce di patate possono essere utilizzata e una percentuale pari al 15% nelle diete dei broiler durante la fase di crescita. Una percentuale del 15% di PP o del 7,5% di barbabietole da zucchero possono essere incluse nelle diete starter o di crescita, ma sempre con l’aggiunta di enzimi. Questi risultati possono essere utili a risolvere l’attuale problema della scarsità e l’aumento dei costi di alimenti convenzionali.

Fonte Journal of Animal Physiology and Animal Nutrition