Brasile e Stati Uniti competono per il mercato messicano del pollo

Il Messico è conteso in una serie di negoziati commerciali. Oltre alla revisione dell’Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) con gli Stati Uniti e il Canada, il Messico sta rinegoziando con il Brasile l’accordo bilaterale di complemento economico (ACE).

Secondo i dati del Servizio agricolo estero (FAS) del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, il Messico rappresenta circa il 20% delle esportazioni di pollo degli USA (18,7% nel 2017). Segue Hong Kong con il 9,7% e Cuba con il 6%.

Secondo i dati dell’Associazione brasiliana per le proteine animali (ABPA), nel 2016 il mercato messicano ha rappresentato solo il 2,26% delle esportazioni di pollo brasiliane, anche se tutto sembra indicare che entro il 2017 questo dato aumenterà.

In generale, gli Stati Uniti non sono inseriti nei tradizionali mercati esportativi del Brasile, come l’Arabia Saudita e, viceversa, il Brasile non è inserito nei tradizionali mercati statunitensi, come appunto il Messico. Va tuttavia sottolineato che mentre per gli Stati Uniti il 94,5% delle esportazioni riguarda i tagli, e solo il 2% i polli interi, il Brasile esporta il 59,2% di tagli e il 36,6% di polli interi (dati The Global Trade Atlas).

Pochi giorni fa, nel corso dell’International Poultry and Swine Show (SIAVS) di San Paolo, il Ministro dell’Agricoltura brasiliano, Blairo Maggi, ha detto chiaramente di essere interessato “ad aprire il mercato messicano. Mi sono incontrato già due volte con il Segretario dell’Agricoltura del Messico. L’agricoltura deve essere considerata nei negoziati con il Messico, perché è la migliore attività per il nostro Paese“. Odilson Riveiro, segretario delle relazioni internazionali dello stesso Ministero dell’Agricoltura ha aggiunto che “con il Messico siamo attualmente rinegoziando l’accordo ACE 53 (Accordo di integrazione economica) che include l’esportazione di prodotti agricoli prioritari per il Brasile“. In queste rinegoziazioni, le aspettative del Brasile in materia di pollame non sono ancora state raggiunte. Tuttavia “la carne avicola ha un’alta priorità nella rinegoziazione dell’ACE 53“, ha sottolineato Riveiro.

Nella stessa occasione Jim Sumner, presidente dell’USA Poultry & Egg Export Council (USAPEEC) e dell’International Poultry Council (IPC), si è detto preoccupato dell’impatto dell’Amministrazione Trump sul settore, anche se ritiene che il rapporto con il Messico non dovrebbe cambiare all’interno del NAFTA. Ha inoltre affermato che l’accordo è una delle sue priorità. “I Segretari dell’Agricoltura dei due paesi sono in ottimi rapporti. Credo che i nostri amici messicani abbiano capito che non ci sarà una guerra commerciale“. Tuttavia, quando gli è stato chiesto se gli Stati Uniti avessero un piano B in caso di interruzione del NAFTA Sumner ha detto di sperare che il piano A vada a buon fine e che al momento non esiste alcun piano alternativo. “È un problema temporaneo, gran parte dovuto alla mancanza di precisione dei media, qualcosa causato dallo stesso presidente Donald Trump, che prima dice qualcosa per attirare l’attenzione e poi lo ritira“.

Sumner è consapevole del fatto che il Messico è libero di acquistare polli ovunque, ma come lui, molti scommettono sulla vicinanza geografica dei due paesi. “È difficile per il Messico raggiungere un migliore accordo economico con altri paesi“.

Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti di pollame, esistono alcuni prodotti che il Brasile esporta più efficacemente rispetto agli Stati Uniti. Per esempio, Sumner ricorda che gli Stati Uniti non esportano ali di pollo “perché non ne produciamo abbastanza neanche per il mercato interno e le importiamo dal Cile“. Gli Stati Uniti non esportano polli interi e il petto è molto piccolo e “quindi ci possono essere delle nicchie in cui Brasile, Cile o Argentina possono essere preferiti“. Inoltre ritiene che “gli Stati Uniti continueranno a essere il principale fornitore di carne di pollo e carne disossata meccanicamente (MDM) del Messico“.

Dal suo punto di vista Francisco Turra, presidente di ABPA, ha sottolineato che le “minacce di Trump di uscire dal NAFTA ci hanno portato più vicino al Messico, cosa prima impensabile. Grazie a questo abbiamo iniziato ad esportare pollo. Riguardo all’accordo con il Messico, siamo in un momento ricco di possibilità”.

Il Brasile ultimamente è molto cambiato. É più aperto, interessato a nuovi accordi commerciali, sia con l’Unione europea che con il Canada e il Messico. C’è una grande volontà di negoziare non solo in Brasile, ma anche nel resto del Mercosur“. Ha concluso l’ambasciatore Roberto Jaguaribe, presidente dell’APEX, l’Agenzia per la promozione dell’export del Brasile .

Fonte WattAgNet