Benessere e diritti degli animali: posizioni contrastanti tra industria e animalisti

Le organizzazioni animaliste stanno combattendo una vera e propria battaglia per porre fine agli allevamenti animali. In questo contesto diffondere informazioni vere su come gli animali vengono allevati e su come viene prodotto il cibo è un passaggio fondamentale.

I consumatori richiedono sempre più informazioni su come vengono allevati gli animali da reddito e come viene prodotto il cibo che mangiano. Ma spesso cercano informazioni generiche sui motori di ricerca, ottenendo risposte dalle organizzazioni di animalisti piuttosto che dagli agricoltori, dagli allevatori o delle aziende che producono il cibo.

Allyson Jones-Brimmer (nella foto), direttore di Animal Agriculture Alliance, in occasione dell’USPOULTRY’s Feed Mill Management Seminar ha presentato le recenti tendenze dell’attivismo sul tema degli animali, e i modi in cui l’industria agroalimentare può affrontare il problema,

Secondo Jones-Brimmer, l’obiettivo di queste organizzazioni non è il il benessere degli animali quanto i loro diritti. “Spesso si ritiene che il miglioramento continuo del benessere degli animali, supportato da ricerche e dati, sia di vitale importanza per il nostro settore, ma gli animalisti stanno promuovendo i diritti degli animali; noi non siamo a favore di questo punto di vista e sicuramente non lo è chi lavora nel settore zootecnico“, ha affermato parlando della missione di Animal Agriculture Alliance.

Alcuni temi delle associazioni animaliste, che Jones-Brimmer ha individuato in occasione dalla Conferenza nazionale sui diritti degli animali del 2017 erano: smetti di usare il termineindustria agricola” perché si pensa che tutte le fattorie, di tutte le dimensioni, siano cattive; non smettere mai di fare pressione su ristoranti e rivenditori; vale la pena di infrangere le leggi in nome dei diritti degli animali; vengono incoraggiate proteste estreme e irruzioni.

Spinti dalla convinzione che è giusto infrangere la legge per difendere i diritti degli animali, questi gruppi spesso impiegano una varietà di tattiche per incoraggiare i consumatori a smettere di mangiare carne e porre fine a tutta l’agricoltura animale. Le proteste e le irruzioni stanno diventando molto popolari in particolare per alcuni gruppi che sperano di ottenere lo stesso successo di altri movimenti di giustizia sociale, ha affermato Jones-Brimmer. Per cercare di raggiungere il maggior numero possibile di consumatori, i gruppi di attivisti stanno collaborando con organizzazioni religiose e scuole: un esempio è il “Meatless Monday“, promosso nei campus universitari statunitensi. I gruppi utilizzano anche affissioni e spot pubblicitari a livello nazionale, promuovendo immagini di animali, e cercando di stimolare le emozioni dei consumatori per ottenere donazioni e sostegno economico.

Un altro modo per stimolare l’opinione pubblica, o fare pressioni sulle istituzioni e sui movimenti politici, è il coinvolgimento di celebrità. Secondo Jones-Brimmer se l’obiettivo è far cambiare alcune leggi, i gruppi di attivisti spesso cercano di lavorare in Stati dove non esiste una grande industria agricola.

Grazie alle nuove tecnologie, i gruppi di attivisti stanno ampliando i metodi con cui tentano di diffondere il loro programma anti-allevamento. Anche se i video girati di nascosto non sono una novità, gli attivisti stanno adottando approcci più aggressivi per catturare immagini, come entrare di nascosto negli allevamenti e utilizzare droni. Gli sviluppi tecnologici hanno anche portato allo sviluppo della carne coltivata in laboratorio, promossa dagli animalisti come “carne pulita“, a sottolineare che la carne prodotta tradizionalmente è “sporca”.

E mentre i gruppi per i diritti degli animali continuano ad andare fino in fondo per promuovere le loro convinzioni, Jones-Brimmer suggerisce che l’industria può fare qualcosa per diffondere la verità sulla provenienza degli alimenti e, soprattutto, disattivare il lavoro degli attivisti. Presenza, gestione delle crisi e comunicazione devono far parte del business plan di qualsiasi azienda. Inoltre, è fondamentale essere proattivi con la comunicazione. Secondo Jones-Brimmer la costruzione di relazioni con le forze politiche locali, la formazione all’interno delle aziende sulla comunicazione, il coinvolgimento e il sostegno della comunità e delle organizzazioni imprenditoriali locali, l’organizzazione di tour aziendali e l’apertura degli allevamenti e una forte presenza online sono aspetti fondamentali per fornire al momento giusto le giuste informazioni. E, dato il forte interesse ai temi ambientali, Jones-Brimmer incoraggia le aziende a condividere i risultati ottenuti in termini di sostenibilità e illustrare come stanno lavorando per ridurre al minimo il loro impatto ambientale.

Mettici la faccia, mostra le persone dietro il settore zootecnico, spiega perché fanno quello che fanno”.

Fonte WattAgNet