Attenzione al calcio

Si parla molto della presenza del calcio nelle diete destinate ai monogastrici. Se ce n’è molto interferisce con altri nutrienti minerali; se non ce n’è abbastanza danneggia la produttività. Ma anche se le diete vengono bene formulate difficilmente si troverà una carenza di calcio. Infatti, le analisi di laboratorio individuano spesso alti livelli di calcio. Perchè?

Gli ingredienti naturali contengono più calcio di quanto non sia considerato. Una delle ragioni è perché le analisi di laboratorio hanno un margine di errore, normalmente accettato, di circa il 20%. Quindi se un campione deve contenere l’1% di calcio, viene considerato normale il range tra 0,80 a 1,20%.

Il calcare, inoltre, la fonte più comune di calcio in tutte le diete animali, è un ingrediente molto variabile e di fatto contiene una quantità di calcio che va dal 22 al 38%. Anche in questo caso si tratta di una stima dato che non esistono dati precisi in proposito.

Inoltre il calcare è usato come vettore universale in tutte le premiscele o come riempitivo nei concentrati. In sostanza, è ovunque. Naturalmente, i prodotti di alta qualità contengono puro carbonato di calcio, ma ciò non nega il fatto che quantità specifiche di calcio non siano riportate in etichetta.

Per la maggior part delle specie animali i requisiti di calcio sono stati determinati moltissimi anni fa. Quindi si tende ad esagerare nella sua somministrazioni soprattutto se le fonti di calcio sono a buon mercato.
La fitasi, un enzima comune, rilascia calcio. Inoltre per aumentarne la fluidità il pasto a base di soia, è spesso integrato con una dose di calcare che va dallo 0,5 all’1%.

Quanto detto evidenzia il fatto che gli animali monogastrici ricevono spesso un surplus di calcio, una buona parte del quale è spesso difficile da controllare e rimane sconosciuta. L’unico rimedio è testare le diete complete per il calcio, e fare le regolazioni necessari, soprattutto quando si cambia la formula routinaria.

Fonte WattAgNet