Assemblea Nazionale Unaitalia: i risultati dell’Indagine Ipsos sui consumi degli italiani

Assicurare agli italiani un prodotto che coniuga gusto, qualità, sicurezza e convenienza. Proseguire l’impegno su alcuni temi di particolare interesse come il benessere animale, le biosicurezze e la sostenibilità dei processi produttivi, affrontando le difficili sfide come quella (vinta) della razionalizzazione dell’uso del farmaco negli allevamenti (-63% di antibiotici dall’applicazione del piano di riduzione del 2015).

Unaitalia, in occasione della sesta Assemblea Nazionale svolta il 14 giugno a Roma, traccia il bilancio di un settore che riscuote la fiducia dei consumatori italiani, certificata dall’aumento costante dei consumi (le carni avicole sono ormai le carni più consumate in Italia e dalle conclusioni di un’indagine dell’istituto di ricerca Ipsos, secondo cui gli italiani giudicano positivamente il lavoro dei produttori avicoli, le norme che regolano il settore e il modo in cui vengono allevati gli animali.

Nelle abitudini di consumo alimentare, sempre più orientate alla scelta di prodotti ad alto contenuto di servizio, con garanzie di qualità, sicurezza e con un occhio alla salute, la carne bianca ha scalato i gradini delle preferenze degli italiani, che affermano di aver aumentato i consumi di pollo e tacchino del 24% negli ultimi cinque anni.

Dall’indagine Ipsos è emerso che per la maggioranza della popolazione, il 54% degli italiani, pollo e tacchino sono ormai diventate la principale fonte di proteine. La carne bianca è l’unica fonte proteica di origine animale che vede aumentare i consumi e ha affiancato legumi e prodotti vegetali nelle abitudini alimentari degli italiani.

Lo conferma anche l’analisi sui dati di consumo e produzione di Unaitalia, secondo cui nel 2017 i consumi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili, poco al di sotto dei 21Kg pro-capite l’anno, con un +0,7% segnato dal segmento del pollo: un risultato che consolida la crescita degli ultimi anni, dopo il +2,4% registrato dai consumi avicoli nel 2016. Il settore d’altra parte continua a creare valore: 5.850 milioni di euro di fatturato nel 2017, in crescita rispetto al 2016 di circa il 7%.

Un fattore chiave, sempre più rilevante nelle scelte e nei comportamenti d’acquisto dei consumatori, è la fiducia. E l’indagine Ipsos conferma che gli italiani si fidano dei produttori avicoli nazionali. Il 70% dichiara di avere un’opinione positiva del settore, il 61% si fida dei produttori avicoli, e il 51% promuove l’impegno sulla sostenibilità. Fiducia che si estende anche a temi etici emergenti e sempre più al centro delle scelte dei consumatori, come il benessere animale. Secondo la ricerca Ipsos, infatti, il 70% degli italiani ha un giudizio positivo o neutro su come vengono allevati gli animali.

La fiducia dei consumatori verso i produttori avicoli italiani trova riscontro nell’attenzione che negli ultimi anni il settore ha dedicato a temi come il benessere animale, l’informazione al consumatore, l’innovazione tecnologica, la qualità e la sicurezza dei prodotti.

Ne è un esempio l’azione di riduzione degli antibiotici negli allevamenti. A partire dal 2015, il settore ha attuato – di concerto con il Ministero della Salute – una politica di riduzione dell’uso dei farmaci, che ne ha permesso un taglio del 63%. Un percorso che il comparto porterà avanti anche in futuro, consolidando la riduzione dell’uso di alcuni antibiotici rilevanti nella medicina umana.

Tutto il pollo che mangiamo in Italia è di produzione nazionale. Quella avicola è l’unica filiera nel panorama zootecnico nazionale che garantisce l’autosufficienza rispetto al consumo interno, con un tasso di approvvigionamento pari al 103%. Tuttavia, molti italiani (il 64% secondo la ricerca Ipsos) non sanno che il pollo che portano in tavola è italiano. In realtà tutta la filiera avicola è 100% italiana. E più della metà di chi non sapeva che tutto il pollo portato in tavola fosse italiano, dice che – acquisita questa informazione – potrebbe consumare più carne bianca.