Aprire gli allevamenti al pubblico influisce positivamente sullo scetticismo dei consumatori

In molti paesi sviluppati l’industria avicola si deve confrontare con una forte opposizione da parte dell’opinione pubblica in materia di produzione intensiva. Il crescente scetticismo verso questo tipo di produzione porta ad un’immagine negativa dell’industria, supportata spesso anche dai media, dai gruppi animalisti e dai partiti politici.

Il problema, in qualche misura, è il risultato dell’evoluzione dei sistemi di allevamento: dal free-range si è passati all’allevamento al chiuso. Di fatto questo tipo di allevamento rende impossibile al pubblico vedere come vengono prodotte carni avicole e uova. Inoltre, recentemente, diverse questioni etiche, tra cui il benessere degli animali e gli aspetti della sostenibilità della produzione, sono diventati sempre più pressanti. Secondo un sondaggio dell’Unione europea, il 94% degli intervistati ha dichiarato che è importante proteggere il benessere degli animali da allevamento e il 66% vorrebbe saperne di più sulle condizioni in cui gli animali vengono allevati nel proprio paese.

In Belgio alcuni anni fa, sono state studiate le percezioni del consumatore e degli allevatori sul benessere degli animali. Per i secondi i fattori più importanti erano la densità, la macellazione e il trasporto degli animali senza stress. I consumatori hanno invece ritenuto che l’accesso all’esterno fosse ancora più importante rispetto ai criteri indicati dagli allevatori, per i quali l’accesso all’esterno implica problemi igienici-sanitari. Il divario tra immaginario e realtà della produzione avicola moderna, orientata al mercato, è cresciuta costantemente, a causa della mancanza di trasferimento di conoscenze e informazioni da parte dell’industria avicola nei confronti dei consumatori sulle condizioni di produzione.

Nel 2012, alcuni allevamenti della Bassa Sassonia, in Germania, hanno avviato un processo di trasparenza, aprendo gli allevamenti al pubblico, e quindi fornendo una visione realistica di una moderna produzione avicola a carattere familiare. Dal 2012 al 2015, 9.000 visitatori hanno sfruttato la possibilità di visitare allevamenti di ovaiole, broiler e tacchini (in totale 36 aziende agricole). I visitatori sono stati intervistati sia prima che dopo la visita. Sono stati valutati 2.922 questionari compilati da persone di età superiore a 18 anni e senza una conoscenza specifica della produzione avicola intensiva. I risultati hanno mostrato che l’apertura delle aziende ha cambiato enormemente l’atteggiamento dei visitatori che, al termine dell’esperienza, risultavano meno scettici nei confronti degli allevamenti intensivi rispetto alla loro idea di partenza.

Fonte World Poultry