“Ancora molto lavoro da fare” per garantire il benessere degli animali negli accordi commerciali

Michael Scannell, uno dei direttori della DG Sante, il Dipartimento europeo responsabile dekla salute e della sicurezza alimentare, ha riconosciuto che le regole applicate alle importazioni provenienti dai paesi terzi “sono molto differenti” degli standard richiesti all’interno dell’Unione europea.

La dichiarazione è stata fatta in occasione dell’International Poultry Conference che si è tenuta prima dell’apertura formale dell’EuroTier.

Scannell ha evidenziato che in particolare i prodotti a base di uova potrebbero provenire da sistemi d’allevamento che non rispettano i requisiti europei.In Europa vengono importate grandi quantità di uova in polvere, utilizzate in pasticceria, e nell’industria dei dolci e dei biscotti. I paesi esportatori non soddisfano, e non sono tenuti a farlo, le nostre condizioni in termini di dimensioni delle gabbie”.

Secondo il professor Harald von Witzke, della Humboldt University di Berlino le regole della World Trade Organization, stabiliscono che sulle importazioni le restrizioni commerciali possono essere applicate solo se un paese ha “serie preoccupazioni di cararttere morale“.

Le norme relative alla produzione zootecnica non soddisfano questo criterio, il che significa che l’UE può solo imporre restrizioni sulle condizioni di macellazione e, in misura minore, sui trasporti. Von Witzke ha aggiunto che i paesi con esigenze di benessere più elevate, tendono ad esportare la propria produzione altrove: per esempio tra il 1993 e il 2015 in Germania l’importazione netta di uova è triplicata.
Le uova importate provengono da India, Albania e Ucraina”, ha aggiunto. Lascio a voi immaginare in quali condizioni sono prodotte le uova da quelle parti”.

Scannell ha sottolineato che l’UE, nonostante le difficoltà, sta cercando di fare del benessere una priorità quando si tratta di commercio internazionale, ma ha ammesso che è una “strada in salita. Noi in Europa siamo degli pionieri ma non possiao imporre la nostra volontà. Stiamo cercando però di convincere i nostri partner a dare una maggiore priorità al benessere. Tutto quello che chiediamo è che la nostra posizione competitiva non sia compromessa da paesi che non rispettano standard simili“.
Anche se le norme internazionali sul benessere aiutassero a risolvere il problema, per Scannel questa necessità è già sentita da parte di consumatori e rivenditori. Pensiamo che sia la direzione verso la quale stanno andando i consumatori. Le principali aziende importatrici stanno insistendo sempre di più sul fatto che le uova in polvere devono venire solo da galline allevate fuori gabbia”.

Fonte Farmers Weekly Interactive