Ampliata la lista dei prodotti sottoposti all’embargo russo

Nei giorni scorsi il governo russo ha ampliato l’elenco dei prodotti sottoposti all’embargo imposto nell’agosto 2014. L’elenco comprende ora i suini vivi (ad eccezione dei riproduttori di razza pura), e i sottoprodotti freschi, refrigerati o congelati commestibili di bovini, suini, pecore, capre e cavalli (ad eccezione delle merci usate nella produzione farmaceutica). La lista include anche il grasso di pollame e il grasso di maiale, compreso il lardo.

Alcuni prodotti provenienti da diversi fornitori europei erano già stati bloccati da parte della Russia attraverso un’apposita restrizione dovuta a casi di peste suina africana. La nuova decisione riguarda quindi soprattutto Stati Uniti, Canada, Australia, Norvegia, Ucraina, Albania, Montenegro, Islanda e Liechtenstein. Anche in questi paesi, tuttavia, gli impatti saranno relativamente ridotti. Lo scorso anno il Canada ha rappresentato per la Russia il più grande fornitore di maiali vivi, ma si tratta in particolare di riproduttori di razza pura. non sono coperti dalle nuove restrizioni.

L’embargo del 2014 è di fatto una misura di carattere politico, presa dopo che i paesi occidentali avevano imposto sanzioni alla Russia a seguito delle sue attività militari in Crimea. Da allora, il calo delle importazioni di carne ha contribuito a stimolare la crescita della produzione russa. In una dichiarazione, il ministero dell’agricoltura del paese ha precisato che le nuove restrizioni “non pregiudicheranno la disponibilità dei consumatori locali“.

Nel corso di un incontro il vice primo ministro russo Arkady Dvorkovich ha dichiarato che la decisione intende “chiudere canali di approvvigionamento non perfettamente legali, che vengono utilizzati per fornire determinati beni al posto di altri e causare danni ai produttori russi“; ha inoltre precisato che i riproduttori suini di razza pura sono stati esentati perché necessari a creare in Russia allevamenti ad alte prestazioni.

Fonte Efpra