Aggiornamento sui casi di aviaria in Europa

In Europa continuano ad essere rilevati nuovi focolai di aviaria che interessano sia gli allevamenti commerciali che quelli rurali e molto spesso anche uccelli selvatici. Il ceppo individuato nella maggioranza dei casi è quello H5N8, ma in Serba e Slovenia è stata confermata la presenza del ceppo H5N5, mentre alcuni animali da cortile della Grecia sono risultati positivi al ceppo H5N6.

In Francia, dallo scorso novembre, sono stati confermati 373 focolai confermati di HPAI (fonte ministero dell’agricoltura francese). Solo nell’ultima settimana i focolai sono stati 40. Tutti i casi sono stati rilevati nel sud-ovest del paese. Tra il 1 e il 2 febbraio i focolai sono stati 68. Con l’eccezione di allevamenti da cortile, tutti riguardavano aziende agricole, e il Dipartimento Landes è quello più colpito. Il virus è stato identificato soprattutto in anatre e oche, e nella maggio parte dei casi vi sono stati abbattimenti preventivi, perché il pollame si trovava in zone in cui la situazione dell’influenza aviaria è instabile, in locali ubicati nelle zone di protezione stabilite intorno ai focolai precedenti, o prima del trasporto al macello.

L’Agenzia per la salute degli animali dell’Ungheria ha inviato la sua prima relazione all’OIE su nuovi focolai di HPAI nel dicembre 2016. Nel periodo compreso tra il 23 dicembre e il 18 febbraio ci sono stati 19 casi di influenza aviaria causata dal virus H5N8, che ha comportato la perdita di oltre 455.000 capi di pollame, dovuti alla perdita diretta o all’abbattimento preventivo.

La Spagna ha recentemente segnalato all’OIE i suoi primi 9 focolai di HPAI nel pollame commerciale. Tutti gli allevamenti colpiti si trovavano in Catalogna, e riguardano allevamenti a contatto, o presenti nella zona di protezione, del primissimo focolaio individuato.

Durante l’ultima settimana, la Polonia ha riportato 5 nuovi focolai di HPAI che hanno coinvolto oltre 18.000 capi di pollame. Due di questi focolai hanno colpito allevamenti commerciali, e 3 piccoli allevamenti da cortile.

Secondo il Ministero federale dell’alimentazione e dell’agricoltura (BMEL), in Germania sono stati identificati 75 focolai di HPAI. Di questi, il virus H5N8 è stato rilevato in 72 focolai, e il sottotipo H5N5 negli altri 3. L’ultimo rapporto spedito all’OIE riguardava 22 nuovi focolai. Tuttavia, solo 2 di questi riguardavano allevamenti: uno rurale di polli e uno commerciale di tacchini.

In Italia sono stati abbattuti in maniera preventiva 287.000 capi presenti in cinque aziende situate nella zona di protezione istituita a causa di due precedenti casi di H5N8.

Nell’ultima settimana, l’OIE ha anche ricevuto segnalazioni da parte delle autorità nazionali veterinarie relativamente a casi di HPAI in allevamenti rurali di Bulgaria, Repubblica Ceca, Romania e Serbia.

Inoltre c’è stato un ulteriore focolaio HPAI in un allevamento di volatili del Regno Unito. L’allevamento, di circa 35 uccelli, si trova nel nord-est dell’Inghilterra. Da fine febbraio il Dipartimento per l’agricoltura rurale del Regno Unito ha adottato un approccio più mirato alle misure di controllo dell’influenza aviaria. I ruspanti che si trovano nelle zone ad “alto rischio” dovranno rimanere alloggiati al chiuso o confinato in zone compensate.

Per la prima volta, il virus H5N5 HPAI è stato rilevato negli uccelli selvatici di Serbia e Slovenia. In Grecia, una precedente focolaio di HPAI, rilevato in un allevamento rurale della Macedonia occidentale è stato recentemente attribuita al ceppo H5N6.

In aggiunta a questi recenti focolai di HPAI, il virus H5N8 è stato rilevato anche in uccelli selvatici e in cattività di Belgio, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Lituania, Polonia, Romania, Serbia e Slovacchia.

Fonte WattAgNet