Accordo Ue-Mercosur: no a concessioni nel settore avicolo

In settimana Unaitalia è intervenuta sul negoziato in corso a Bruxelles tra l’Unione Europea i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay).

Secondo i termini dell’accordo, in via di definizione in queste ore, l’Unione Europea accorderebbe concessioni fiscali ad una quota extra di 100.000 tonnellate di carne di pollo proveniente dal Brasile. Un danno per il settore avicolo europeo che potrebbe tradursi in una perdita di più di 150 milioni di capi prodotti nell’EU, l’equivalente della produzione annuale di polli da carne del Belgio.

Come specificato nel comunicato stampa diffuso da Unaitalia, la concessione da parte dell’Unione Europea di tariffe agevolate ai paesi del Mercosur per 100.000 tonnellate di carne di pollo congelata avrebbe un impatto estremamente dannoso per l’avicoltura italiana ed europea. Unaitalia si augura che al tavolo dei negoziati il comparto agricolo e la produzione di carni avicole in particolare, eccellenza italiana e settore totalmente autosufficiente ed integrato che genera PIL e occupazione, non sia sacrificato in nome di altri interessi, e che il nostro Governo ponga adeguata attenzione alle richieste del settore rappresentandole in sede Europea.

C’è un rischio concreto di una vera e propria invasione nel nostro paese di carne congelata proveniente dal Brasile, la stessa protagonista dello scandalo della carne avariata dello scorso anno. Una vicenda a seguito della quale sono aumentati i controlli sulla carne avicola brasiliana i cui risultati non sono incoraggianti: dal 1 gennaio 2017 sono state bloccate alla dogana 303 partite di carne per presenza di contaminazioni da salmonella, mentre i controlli svolti a maggio dalla Commissione Europea presso i produttori brasiliani hanno confermato il mancato rispetto degli standard di sicurezza europei.

I paesi del Mercosur forniscono la maggior parte delle importazioni europee di carne di pollame. Nel 2016 l’UE ha importato 895.000 tonnellate, di cui 500.000 dal solo dal Brasile, per un valore totale di 988 milioni di euro, che corrispondono al 56% delle importazioni europee.
Secondo Unaitalia, oltre a mettere in ginocchio il settore avicolo europeo tale accordo mette a rischio la sicurezza dei consumatori, abituati ai più alti standard di produzione. Le norme di tutela europee sono le più severe al mondo e operano in tutte le fasi della filiera, dall’allevamento alla distribuzione, garantendo prodotti sani, buoni e sicuri. Non fa eccezione l’avicoltura italiana, unico settore zootecnico autosufficiente con una produzione del 106% rispetto al fabbisogno nazionale, e capace quindi di garantire che il pollo che gli italiani portano in tavola è 100% Made in Italy.