Il parere del Cese sulla proposta di Direttiva in materia di pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare

Sulla Gazzetta ufficiale europea C 440 del 6 dicembre 2018 è stato pubblicato il Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla “Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare”.

Le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare sono il risultato di uno squilibrio di potere tra gli operatori lungo tutta la filiera, e comportano conseguenze negative sul piano economico, sociale e ambientale. Il CESE si rallegra della proposta della Commissione volta a ridurre il verificarsi di tali pratiche, in quanto rappresenta un primo passo necessario per proteggere gli operatori più deboli, in particolare gli agricoltori, i lavoratori e alcuni operatori, e migliorare la governance della filiera alimentare. Si rammarica, tuttavia, che la Commissione abbia introdotto solo un livello minimo di protezione comune a tutta l’UE vietando solo un numero specifico di pratiche commerciali sleali, mentre sarebbe necessario vietarle tutte.

Il CESE ritiene che la limitazione della protezione contro le pratiche commerciali sleali solo ai fornitori che sono PMI e relativamente alle loro vendite ad acquirenti che non lo sono, non sia sufficiente per affrontare in modo efficace il problema degli squilibri di potere, e che non avrà alcun impatto significativo. La protezione dovrebbe essere estesa a tutti gli operatori, piccoli e grandi, all’interno come al di fuori dell’UE. Il CESE accoglie con favore la proposta della Commissione di creare un quadro armonizzato UE delle autorità competenti ma suggerisce di rafforzare anche i meccanismi di attuazione, che dovrebbero essere accompagnati anche dalla possibilità di introdurre sanzioni.

Il CESE inoltre raccomanda alla Commissione di incoraggiare e sostenere modelli commerciali che contribuiscano a rendere sostenibile la filiera alimentare (ad esempio, accorciarla, aumentarne la trasparenza), riequilibrandola e migliorandone l’efficienza, in modo da rafforzare l’equilibrio di potere.