Il CESE sulla proposta di regolamento sulla trasparenza e la sostenibilità dell’analisi del rischio nella filiera alimentare Ue

Sulla Gazzetta ufficiale europea C 440 del 6 dicembre 2018 è stato pubblicato il Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla “Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla trasparenza e alla sostenibilità dell’analisi del rischio dell’Unione nella filiera alimentare, che modifica il regolamento (CE) n. 178/2002 (sulla legislazione alimentare generale), la direttiva 2001/18/CE (sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati), il regolamento (CE) n. 1829/2003 (sugli alimenti e mangimi geneticamente modificati), il regolamento (CE) n. 1831/2003 (sugli additivi per mangimi), il regolamento (CE) n. 2065/2003 (sugli aromatizzanti di affumicatura), il regolamento (CE) n. 1935/2004 (sui materiali a contatto con gli alimenti), il regolamento (CE) n. 1331/2008 (sulla procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari), il regolamento (CE) n. 1107/2009 (sui prodotti fitosanitari) e il regolamento (UE) 2015/2283 (sui nuovi alimenti)” [COM(2018) 179 final — 2018/0088 (COD)].

Il CESE conferma di essere da sempre fautore di una politica dell’UE di salvaguardia della salute lungo tutta la catena alimentare, in ogni fase del processo produttivo: dall’agricoltore al consumatore, evitando contaminazioni e rischi alimentari, così da promuovere sicurezza e igiene e un’informazione chiara, trasparente e sicura sui prodotti.

Appoggia le iniziative della Commissione, volte ad affrontare le sfide della trasparenza, della sostenibilità e dell’efficacia di tutto il sistema di controllo della filiera alimentare. Sostiene l’esigenza del rafforzamento dell’EFSA, al fine di assicurare la migliore consulenza scientifica possibile ai responsabili della gestione del rischio, attraverso una comunicazione chiara e trasparente, e una più intensa cooperazione con gli Stati membri e con altri organismi che operano nel sociale. A tal proposito ritiene indispensabile garantire il mantenimento di un elevato livello di indipendenza da condizionamenti esterni e la migliore competenza scientifica nell’EFSA. Ritiene inoltre che l’EFSA e gli Stati membri, in rete, devono essere messi in grado di sviluppare, nel miglior modo possibile, un’adeguata comunicazione del rischio affinché gli utenti possano cogliere i risultati e le conclusioni in una prospettiva chiara e interattiva.

Occorre inoltre migliorare la percezione che i consumatori hanno del rischio cui sono soggetti nel rapporto con gli alimenti, attraverso una mirata cultura alimentare e nutrizionale e una capacità d’analisi selettiva, in relazione al rischio. In tal senso il futuro piano strategico generale europeo di comunicazione del rischio rappresenta — se formulato in piena sintonia e nel rispetto dell’indipendenza dell’EFSA — l’elemento chiave su cui impegnare le capacità dei soggetti responsabili di dare risposte: efficaci, univoche, tempestive, interattive e adeguate alle esigenze dei cittadini, in termini di sicurezza, trasparenza e affidabilità della catena alimentare.