L’uso di letame di animali di allevamento negli impianti di combustione

Sulla Gazzetta ufficiale europea L 182 del 13 luglio 2017 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2017/1262 della Commissione, del 12 luglio 2017, che modifica il regolamento (UE) n. 142/2011 per quanto riguarda l’uso di letame di animali d’allevamento come combustibile negli impianti di combustione.

Il letame di animali d’allevamento può rappresentare una fonte sostenibile di combustibile, purché il processo di combustione rispetti prescrizioni specifiche volte a ridurre efficacemente gli effetti dannosi sulla salute pubblica e degli animali nonché sull’ambiente causati dal suo utilizzo come combustibile.

Il regolamento (UE) n. 592/2014 della Commissione ha introdotto prescrizioni per l’uso di letame di pollame come combustibile negli impianti di combustione. Esso stabilisce prescrizioni generali per gli impianti che utilizzano sottoprodotti di origine animale o prodotti derivati come combustibile e prescrizioni specifiche per tipo di combustibile e di impianto di combustione. Negli impianti aventi una potenza termica nominale totale non superiore a 50 MW è attualmente possibile utilizzare letame di animali d’allevamento di specie diverse dal pollame come combustibile alle stesse condizioni stabilite per la combustione del letame di pollame, compresi i limiti di emissione e le prescrizioni in materia di monitoraggio.

Gli operatori degli impianti di combustione che utilizzano letame di animali d’allevamento come combustibile dovrebbero adottare le misure d’igiene necessarie per prevenire la diffusione di eventuali agenti patogeni. A tale riguardo detti impianti dovrebbero rispettare le prescrizioni generali per l’uso di sottoprodotti di origine animale e di prodotti derivati come combustibile di cui all’allegato III, capo IV, del regolamento (UE) n. 142/2011, nonché le prescrizioni specifiche per determinati tipi di impianti e di combustibili che possono essere utilizzati per la combustione, da stabilire nel presente regolamento.

La combustione di letame di erbivori, per via della sua composizione, produce emissioni di particolato più elevate rispetto alla combustione di letame di pollame. Per ovviare a tale problema il presente regolamento dovrebbe prevede valori limite di emissione di particolato più flessibili per gli impianti di combustione di dimensioni molto ridotte, in modo da consentire lo smaltimento del letame che non potrebbe essere altrimenti smaltito come combustibile.

Analogamente il presente regolamento consente alle autorità competenti di concedere agli impianti di combustione esistenti un periodo transitorio per ottemperare alle prescrizioni in materia di aumento controllato della temperatura del gas, purché tali emissioni non presentino rischi per la salute pubblica e degli animali né per l’ambiente.

La normativa sui sottoprodotti di origine animale non impedisce agli Stati membri, qualora il letame di animali d’allevamento sia bruciato con altri combustibili o rifiuti, di applicare le pertinenti norme per il calcolo dei valori limite di emissione stabiliti nella normativa ambientale

L’allegato XVI del regolamento (UE) n. 142/2011 stabilisce prescrizioni specifiche in materia di controlli ufficiali. A seguito dell’introduzione, con il presente regolamento, di prescrizioni in materia di combustione del letame di animali d’allevamento come combustibile, tali prescrizioni specifiche dovrebbero applicarsi anche a detto processo. Il presente Regolamento modifica di conseguenza gli allegati III e XVI del regolamento (UE) n. 142/2011.