Nel Regno Unito coalizione agroalimentare per una Brexit morbida

Una coalizione che raggruppa i leader commerciali del Regno Unito ha pubblicato una dichiarazione congiunta indirizzata al Segretario di Stato e ai Ministri dell’Unione europea, al Dipartimento per il commercio internazionale, al Dipartimento per l’ambiente al Dipartimento per l’alimentazione e gli affari sociali (DEFRA), al Dipartimento per l’economia, l’energia e la strategia industriale, evidenziando gli obiettivi principali e la priorità della politica commerciale britannica.

La coalizione è composta dal British Retail Consortium (BRC), dalla National Farmers Union of England and Wales (NFU) e dalla Food and Drink Federation (FDF), che rappresentano l’intera catena di approvvigionamento “From farm to fork”, e lavorerà con il governo per individuare obiettivi comuni e priorità della politica commerciale Britannica post-Brexit.

Il documento individua le strategie più importanti della catena alimentare britannica e costruisce consensi intorno a un numero di aree prioritarie per il commercio. La catene di fornitura ogni anno impiega circa 4 milioni di persone e genera oltre 100 miliardi di sterline di valore per l’economia, alimenta tutta la nazione e assicura che i consumatori abbiano accesso a una vasta gamma di cibo nutriente e di qualità a prezzi convenienti. In base a come evolverà l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea il settore agroalimentare lavorerà per assicurare che il consumatore possa continuare a goderne.

Nella dichiarazione si evidenzia il fatto che gli agricoltori hanno bisogno di importare mangimi e materie prime e quindi hanno bisogno di altri mercati per l’approvvigionamento di questi prodotti. Di contro altri tipi di manufatti hanno bisogno dei mercati per l’esportazione da una parte e di importare alcuni altri prodotti utilizzati come ingredienti o materie prime. Inoltre i retailer hanno bisogno di accedere a un gran numero di prodotti per bilanciare la stagionalità.

La normative che governa i commerci internazionali preoccupa tutto il settore che spera in un supporto ai produttori britannici nei mercati interni e internazionali e che gli stessi consumatori e il settore agroalimentare possano beneficiare di un commercio libero.

Attualmente le normative sono determinate a livello europeo e il Primo ministro ha detto chiaramente che gli accordi attualmente in vigore cambieranno una volta attuata la Brexit.

La nuova normative sarà determinata in parte dalle negoziazioni con la stessa Unione europea e in parte attraverso negoziazioni con altri paesi e in parte dallo stesso Regno Unito. In queste distinte aree la coalizione chiede al governo di adottare un approccio che assicuri stabilità e continuità per il settore agroalimentare, in primo luogo assicurando un’uscita morbida, attraverso accordi transitori che mantengano alcuni accordi esistenti tra UK e UE, evitando controlli, processi e procedure costosi e distruttivi. A medio termine richiede di evitare dazi e tariffe sul commercio attraverso accordi di libero scambio. Il Regno Unito dovrebbe diventare un membro indipendente della World Trade Organization adottando l’attuale ruolo dell’Unione europea come Most Favoured Nation. Inoltre la coalizione richiede di avviare negoziazioni ufficiali con i paesi terzi una volta chiari i termini delle relazioni commerciali con la Ue; stabilire cooperazioni con paesi terzi in termini di normative equivalenti, e assicurare che tutti gli accordi commerciali prendano in considerazione le differenze normative e di standard; considerare le opinioni degli stakeholders e avviare valutazioni sull’impatto economico della transazione una volta avviate le suddette negoziazioni e prima che vengano modificate altre situazioni.

Fonte New Food Magazine