Il caldo estivo australiano non influisce sui livelli di Salmonella delle uova free-range

Una nuova ricerca condotta dall’Università di Adelaide ha dimostrato che, rispetto al altre regioni del mondo, il caldo estivo australiano non influisce sul livello di contaminazione da Salmonella nella produzione di uova free-range.

Nonostante un numero maggiore di casi di avvelenamento da Salmonella a causa del consumo di uova e ovoprodotti durante i caldi mesi estivi, i ricercatori della Università per le Scienze veterinarie e animali, hanno confermato che il processo di produzione di uova non è di per sé la colpa dell’aumento dei casi.

I risultati sono un’ulteriore prova che le norme di igiene applicate alla manipolazione e movimentazione delle uova all’interno della catena di fornitura, nelle cucine domestiche e di ristorazione, sono di fondamentale importanza per ridurre l’intossicazione alimentare da uova. I ricercatori hanno condotto uno studio in quattro aziende agricole commerciali per la produzione di uova free-range, e i risultati sono stati pubblicati nella rivista Applied and Environmental Microbiology.

Il consumo di uova e ovoprodotti è stato associato ad un aumentato rischio di contaminazione da Salmonella. Dato che, da parte dei consumatori l’uso di uova ruspanti è in aumento, abbiamo ritenuto che fosse importante comprendere meglio eventuali fattori di rischio presenti nella fase produttiva“, ha dichiarato l’autore principale Professore Associato Kapil Chousalkar Gli uccelli allevati in sistemi di produzione free-range potrebbero potenzialmente essere maggiormente esposti a condizioni meteorologiche estreme, e l’ambiente ruspante non è così facilmente controllabile rispetto alla produzione che avviene al coperto. Pertanto, si è ipotizzato che il caldo potesse avere un ruolo nella potenziale contaminazione attraverso le uova, già al momento della produzione. I nostri risultati hanno mostrato che i tipi e livelli di Salmonella che si trovano dentro e intorno alle aziende produttrici di uova free-range, e alle stesse uova, sono molto variabili, e spesso dipendono dalle specifiche pratiche di allevamento e di gestione impiegate da ciascuna azienda. Tuttavia, abbiamo scoperto che non vi è alcuna associazione diretta tra il caldo e l’aumento della prevalenza di Salmonella al momento della produzione, anche quando i dati sono stati raccolti a febbraio, il mese più caldo dell’anno. Questo ci ha aiutato a rafforzare un semplice messaggio: è importante per le persone si lavino le mani prima e dopo aver manipolato le uova, sia a casa, che in un ristorante, o mentre si lavora nella catena di fornitura“.

Fonte The Poultry Site